La “sciabolata artica”, cioè l’inverno
Il titolo di giornale, come la chiacchiera da bar, ha sempre bisogno di qualcosa di apparentemente nuovo su cui esercitarsi. Ma se è vero che nulla è più inedito dell’edito, quando si parla di meteo chi fa informazione tocca vette sublimi, particolarmente apprezzabili in questi giorni. Il trucco è farci credere sempre che “non si era mai vista una cosa del genere”.
5 AGO 20

Il titolo di giornale, come la chiacchiera da bar, ha sempre bisogno di qualcosa di apparentemente nuovo su cui esercitarsi. Ma se è vero che nulla è più inedito dell’edito, quando si parla di meteo chi fa informazione tocca vette sublimi, particolarmente apprezzabili in questi giorni. Il trucco è farci credere sempre che “non si era mai vista una cosa del genere”: pioggia, caldo, freddo, eventi estremi come una tromba d’aria (fenomeno purtroppo molto conosciuto in Italia, e non soltanto negli ultimi anni) tutto è nuovo, spaventoso, imprevedibile e imprevisto. Questo esercizio pavloviano si nutre principalmente di gustosi neologismi, pensati anch’essi per spaventare e far parlare di sé. Succede che qualche mese fa un sito internet di previsioni meteorologiche si mette a dare nomi fantasiosi a fenomeni comuni e già noti come l’arrivo del caldo in estate o delle piogge in autunno: siti, giornali e tv ci si buttano, e per settimane non sentiamo più parlare di sole a Ferragosto o nuvole a fine ottobre, ma di “Caronte”, “Beatrice”, “Lucifero”, “Medusa” e via dicendo. La moda prende piede, e persino le precipitazioni autunnali – roba comune da qualche millennio, da queste parti – diventano “bombe d’acqua”. Non c’è più nulla di scientifico, una normale pioggia su Firenze (50 mm in un giorno a novembre sono nella media) è subito emergenza mediatica, e tanti saluti alla realtà. L’isteria meteorologica in voga dà la colpa al clima impazzito per tutto, e dimentica le carenze infrastrutturali e la cattiva gestione del territorio, vere cause dei disagi e disastri. Ora arriva “Attila” con la sua “sciabolata artica”. Pensare che una volta si chiamava inverno.